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Talento… in altre parole?

Spesso attribuiamo il successo straordinario al talento perché certe persone  sembrano fare ciò che fanno senza alcuno sforzo. Attenzione, perché la grande importanza che diamo al talento, a volte ci serve addirittura per  accettare le nostre prestazione più mediocri … strano?  No.

Se etichetto con il termine talentuoso un soggetto per spiegarmi i suoi risultati, automaticamente porto fuori dall’area della mia responsabilità l’essere capace di fare altrettanto: lui ha proprio talento per questo… quindi mi creo un alibi perfetto per non lavorare per raggiungere lo steso scopo. Anzi, secondo questa spiegazione del successo, c’è poco da fare per migliorare, senza talento non puoi assolutamente raggiungere grandi risultati.

La buona notizia è che il talento non è un fattore chiave per avere successo e in realtà ognuno di noi ha la possibilità di raggiungere livelli di rendimento straordinari.

E’ orami dimostrato da diversi studi fatti su differenti gruppi di “campioni” che, andando a vedere la loro storia, si scopriva che quelli che ottenevano i migliori risultati in realtà non avevano nessun tipo di pre-condizione vantaggiosa nell’apprendimento. Insomma i ricercatori non trovarono nessuna traccia del famigerato talento.

Le ricerche dimostrarono che il fattore determinante dei diversi risultati ottenuti dagli studenti analizzati era solo la quantità di tempo trascorsa a praticare il loro strumento (o la loro arte o il loro sport)  e che non c’era nessuna predisposizione naturale che ne facilitasse l’apprendimento. Gli studenti migliori avevano ottenuto ottimi risultati perché praticavano più a lungo ogni giorno rispetto agli studenti che avevano raggiunto risultati mediocri

L’altro tema è  il modo in cui i “talentuosi” si esercitano. Questo è molto diverso dalla pratica a cui siamo normalmente abituati. I ricercatori definiscono questo speciale tipo di pratica: pratica intenzionale. Ripetere, specialmente se ripetendo sbaglio, non è divertente.

Fare e rifare ciò che sappiamo fare bene può essere piacevole. La pratica intenzionale invece …è esattamente l’opposto, infatti, vengono allenati di continuo gli aspetti in cui si è più carente grazie ad attività mirate proprio a metterci in difficoltà. (i giri che non vengono, sostenere una posizione per un periodo lungo etc)

È questa la ragione per cui le persone di “Talento” sono così rare: se fosse facile diventare un fenomeno, lo farebbero tutti. La maggior parte delle persone non è disposta a pagare il prezzo necessario per eccellere: specialmente quando oltre allo studio, o all’allenamento persistente e faticoso è necessario abbinare delle privazioni come allontanarsi da casa e dai propri affetti.

Il successo è il risultato della perseveranza e della caparbietà ma spesso siamo cosi ammaliati dal mito del campione, del talentuoso che stravince da credere che sia stato solo frutto della natura, della fortuna, e non dell’azione e del sacrificio!

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