
Dirigere e tenere in piedi sono due mestieri
Tenere in piedi una scuola significa rispondere a ciò che succede. Dirigerla significa decidere che cosa deve succedere. Il primo lo impariamo per forza, sul campo, perché qualcuno deve pur farlo. Il secondo raramente ce l'ha insegnato qualcuno, e resta sempre un passo indietro, in attesa che ci sia più tempo. Ma quel tempo non arriva da solo: il lavoro operativo tende a riempire tutto lo spazio che trova.
Un esercizio per cominciare
Prendi la tua ultima settimana e fai tre liste. Nella prima scrivi ciò che solo tu puoi fare: le decisioni sulla direzione artistica, le relazioni che ti riguardano personalmente, le scelte che definiscono l'identità della scuola. Nella seconda scrivi ciò che potrebbe fare qualcun altro, se avesse istruzioni chiare e la tua fiducia: alcune comunicazioni, il coordinamento di certi eventi, una parte della segreteria. Nella terza scrivi ciò che potresti smettere di fare senza che nessuno se ne accorga, ed è spesso più di quanto si pensi.
La seconda lista, di solito, è più lunga del previsto, ed è lì che si nasconde il tempo che manca. Delegare non è scaricare: è decidere con precisione che cosa passa ad altri, con quali criteri e come ti accorgi che sta andando bene. All'inizio richiede un po' di lavoro, ma è il lavoro che libera lo spazio per fare il mestiere di direttrice.
Non si tratta di lavorare di più, né di lavorare meno. Si tratta di lavorare sul ruolo, prima che sia il ruolo a lavorare su di te.
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